I bambini comunicano molto più con il corpo che con le parole. Le espressioni facciali, i movimenti delle mani, il contatto visivo, la postura, i gesti, il tono della voce e la scelta delle parole cambiano nel momento stesso in cui un bambino si trova di fronte a qualcosa di inaspettato, spaventoso o non sicuro. Anche quando un bambino si sforza di comportarsi normalmente, questi piccoli cambiamenti involontari sono difficili da reprimere del tutto.
Esistono molti metodi clinici per analizzare il comportamento di un bambino, ma la maggior parte richiede una formazione specialistica e un tempo che un genitore preoccupato semplicemente non ha. Fortunatamente, esiste una scorciatoia pratica su cui fanno affidamento psicologi e professionisti della tutela dei minori: osservare la simmetria e l’asimmetria nel corpo.
Leggere i bambini attraverso il linguaggio del corpo
Quando un bambino segue la sua normale routine quotidiana, il cervello e i muscoli si assestano su schemi familiari e rilassati. Ogni gesto appare naturale perché non c’è nulla da nascondere o da temere. Ma quando un bambino inizia qualcosa di nuovo, affronta una situazione inaspettata o si scontra con una paura, il suo sistema nervoso attiva allarmi interni che si manifestano in tutto il corpo. Ad esempio, se si fa a un bambino una domanda a cui non vuole rispondere, o che tocca qualcosa che sta cercando di nascondere, diventerà ansioso e nervoso. Potrebbe cercare di apparire calmo e rilassato, ma lo sforzo stesso lo tradisce.
Sotto questo tipo di stress, la pressione sanguigna sale, le mani si agitano o non sanno dove appoggiarsi, il contatto visivo diventa instabile e l’aspetto generale del bambino perde la naturale simmetria che ha quando si sente a proprio agio.
Quando il sorriso, il tono della voce, la scelta delle parole o il contatto visivo di un bambino non corrispondono più al suo comportamento abituale, è un forte segnale che qualcosa viene nascosto, coperto o causa disagio. Associare ciò che si osserva a un monitoraggio discreto e autorizzato delle attività del telefono o del computer può aiutare a capire cosa stia realmente accadendo dietro quel linguaggio del corpo asimmetrico, avendo sempre come obiettivo la sicurezza del bambino e non la violazione della sua privacy.
Bambini vittime di abusi
I bambini vittime di abusi non sono sempre in grado di esprimere a parole ciò che è accaduto loro. Assistenti sociali, investigatori dei servizi di tutela dei minori, insegnanti e consulenti spesso tentano molti approcci per ottenere una risposta verbale, senza successo. Ecco perché i professionisti sono addestrati a prestare molta attenzione a ciò che un bambino comunica a livello non verbale. I bambini che hanno subito abusi fisici, abusi sessuali, abusi emotivi o trascuratezza mostrano spesso comportamenti e atteggiamenti che un osservatore esperto può riconoscere come risposte al trauma. I segnali da tenere d’occhio includono un bambino che potrebbe:
- Apparire passivo, sottomesso e vulnerabile, oppure diventare insolitamente aggressivo e provocatorio, o oscillare tra i due estremi
- Presentare un viso inespressivo e privo di emozioni con occhi vacui, o sembrare costantemente in allerta per un possibile pericolo
- Proteggere i propri genitali, oppure toccarli o sfregarli per consolazione piuttosto che per curiosità
- Mostrare segni di auto-consolazione, come sfregarsi le mani, le braccia o accarezzarsi il viso
- Sussultare quando viene toccato o ritrarsi quando ci si avvicina, avendo bisogno di molto spazio personale o, al contrario, mostrando un’amicizia indiscriminata verso gli estranei
- Allontanarsi dagli amici, dalle attività davanti allo schermo o dagli hobby che amava fare, o diventare riservato riguardo al telefono e alla vita online
I ricercatori sullo sviluppo infantile forniscono indicazioni dettagliate sull’interpretazione di questi segnali, dall’individuare quando un bambino mente alla comprensione delle posture e dei gesti specifici comuni tra i bambini che hanno subito abusi. Nessun singolo segno conferma l’abuso da solo, ma un insieme di questi comportamenti, in particolare un cambiamento improvviso rispetto al comportamento abituale del bambino, merita un esame più approfondito e, se opportuno, un colloquio con un pediatra, un consulente scolastico o un professionista della tutela dei minori.
Come SPYERA aiuta i genitori a individuare i segnali di allarme
Il linguaggio del corpo offre indizi, ma il telefono, il tablet o il computer di un bambino spesso contengono un quadro più completo: con chi parla, cosa gli viene inviato e come si sente veramente quando pensa che nessuno lo stia guardando. Installare SPYERA sul telefono Android o sull’iPhone di tuo figlio ti consente di tenere d’occhio la sua vita digitale in modo discreto e legale (in qualità di proprietario del dispositivo e tutore legale), senza limitare o bloccare le sue normali comunicazioni.
A differenza delle app che bloccano il telefono di un bambino e avvisano immediatamente l’autore dell’abuso che qualcuno sta sorvegliando, SPYERA funziona silenziosamente in background. Registra messaggi, chiamate e attività delle app di chat e organizza tutto in report chiari e cronologici, in modo da poter esaminare l’accaduto senza scontri diretti. Esaminare questi report insieme ai segnali comportamentali e del linguaggio del corpo sopra descritti ti renderà molto più preparato a riconoscere se tuo figlio ha subito abusi, bullismo o se è preso di mira online, consentendoti di intervenire rapidamente con il giusto supporto. Esplora i piani e i prezzi di SPYERA per iniziare.
